Ludopatia, dove è più difficile chiedere aiuto in Italia: la mappa dell’accessibilità ai centri
Un centro ogni 82mila abitanti nelle Marche, uno solo per l'intera Calabria: la mappa regionale mostra dove l'accesso all'aiuto per il gioco d'azzardo è più difficile in rapporto alla popolazione.
Oltre il Gioco ha analizzato la distribuzione regionale dei centri censiti per il disturbo da gioco d’azzardo in rapporto alla popolazione residente. Il dato non valuta la qualità clinica dei servizi, ma misura l’accessibilità potenziale all’aiuto sul territorio.
La distribuzione dei centri sul territorio incide sulla facilità di accesso al primo aiuto.In Italia l’accesso a un percorso di supporto per il disturbo da gioco d’azzardo non dipende soltanto dalla decisione individuale di chiedere aiuto. Può dipendere anche da un fattore più concreto: la presenza, la distribuzione e la raggiungibilità dei servizi sul territorio.
Il disturbo da gioco d’azzardo, spesso indicato nel linguaggio comune come ludopatia, è una dipendenza comportamentale che può incidere sulla salute mentale, sulle relazioni familiari, sulla situazione economica e sulla vita lavorativa. Per molte persone, arrivare a chiedere aiuto è già un passaggio complesso: possono pesare la vergogna, la paura del giudizio, la difficoltà a riconoscere il problema o la convinzione di poter recuperare autonomamente il controllo.
Quando i servizi sono pochi rispetto alla popolazione residente, questa difficoltà può aumentare. Non perché i centri presenti offrano necessariamente un supporto meno adeguato, ma perché ciascun presidio può trovarsi a coprire un bacino potenziale più ampio. Questo può rendere meno immediato individuare il servizio, contattarlo, raggiungerlo o accedere a un primo colloquio.
Per questo Oltre il Gioco ha analizzato la distribuzione dei centri censiti per il disturbo da gioco d’azzardo, calcolando il rapporto tra numero di centri e popolazione residente in ciascuna regione. L’obiettivo non è stabilire dove si giochi di più, dove ci siano più persone con un disturbo o dove i servizi funzionino meglio o peggio. L’obiettivo è più circoscritto: capire dove, in rapporto alla popolazione, l’aiuto appare potenzialmente meno accessibile.
Che cosa misura la classifica
La classifica è stata costruita a partire da un indicatore semplice: il numero di residenti per ogni centro censito.
Più alto è il numero di abitanti per centro, più ampio è il bacino potenziale che quel centro potrebbe dover coprire. Al contrario, un numero più basso indica una maggiore disponibilità di presidi in rapporto alla popolazione regionale.

Questo indicatore non misura la qualità dell’assistenza, la competenza degli operatori, il numero di professionisti presenti, i tempi di attesa, la durata dei percorsi o la capacità effettiva dei servizi. Non consente quindi di dire che in una regione si venga “curati meglio” o “peggio” che in un’altra.
Misura invece un aspetto preliminare dell’accesso: quanti centri risultano disponibili, in proporzione alla popolazione residente, per chi vive in un determinato territorio e ha bisogno di orientamento, valutazione o supporto.
La classifica regionale
Secondo l’elaborazione di Oltre il Gioco, sono le Marche a mostrare la maggiore copertura pro capite, con un centro ogni 82.213 residenti. All’estremo opposto si trova la Calabria, dove risulta censito un centro ogni 1.827.571 residenti.
La classifica seguente è ordinata dalla regione in cui l’accesso potenziale risulta più favorevole a quella in cui risulta più difficile.
| Pos. | Regione | Centri | Popolazione residente | Abitanti per centro | Centri per 1 mln abitanti |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Marche | 18 | 1.479.832 | 82.213 | 12,16 |
| 2 | Liguria | 13 | 1.511.988 | 116.307 | 8,60 |
| 3 | Valle d’Aosta | 1 | 122.554 | 122.554 | 8,16 |
| 4 | Abruzzo | 9 | 1.267.222 | 140.802 | 7,10 |
| 5 | Umbria | 6 | 850.627 | 141.771 | 7,05 |
| 6 | Emilia-Romagna | 28 | 4.477.009 | 159.893 | 6,25 |
| 7 | Friuli-Venezia Giulia | 7 | 1.193.496 | 170.499 | 5,87 |
| 8 | Piemonte | 20 | 4.255.006 | 212.750 | 4,70 |
| 9 | Toscana | 17 | 3.659.222 | 215.248 | 4,65 |
| 10 | Lombardia | 43 | 10.065.694 | 234.086 | 4,27 |
| 11 | Basilicata | 2 | 525.281 | 262.640 | 3,81 |
| 12 | Molise | 1 | 285.940 | 285.940 | 3,50 |
| 13 | Lazio | 19 | 5.709.444 | 300.497 | 3,33 |
| 14 | Veneto | 15 | 4.857.460 | 323.831 | 3,09 |
| 15 | Puglia | 11 | 3.865.277 | 351.389 | 2,85 |
| 16 | Trentino-Alto Adige | 3 | 1.090.818 | 363.606 | 2,75 |
| 17 | Sardegna | 4 | 1.554.490 | 388.622 | 2,57 |
| 18 | Sicilia | 12 | 4.775.194 | 397.933 | 2,51 |
| 19 | Campania | 11 | 5.568.703 | 506.246 | 1,98 |
| 20 | Calabria | 1 | 1.827.571 | 1.827.571 | 0,55 |
Il dato nazionale dell’elaborazione è pari a 241 centri censiti per 58.942.828 residenti. La media italiana è quindi di un centro ogni 244.576 abitanti, pari a 4,09 centri ogni milione di residenti.
Le regioni che si collocano sotto questa media sono Basilicata, Molise, Lazio, Veneto, Puglia, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Sicilia, Campania e Calabria.
Dove l’accesso appare più difficile
Il dato più evidente riguarda la Calabria. Nel dataset analizzato risulta un solo centro censito per oltre 1,8 milioni di residenti. È il rapporto più sfavorevole tra tutte le regioni italiane.
Subito prima della Calabria si colloca la Campania, con 11 centri per oltre 5,5 milioni di residenti, pari a un centro ogni 506.246 abitanti. Seguono Sicilia, Sardegna e Trentino-Alto Adige.
Questi dati non indicano automaticamente tempi di attesa più lunghi, perché l’analisi non include informazioni su personale, posti disponibili, numero di utenti presi in carico o modalità organizzative dei singoli servizi. Tuttavia, un rapporto molto alto tra residenti e centri segnala una minore densità territoriale di presidi e, quindi, una maggiore pressione potenziale su ciascun servizio.
In altre parole, il problema non è la qualità dell’aiuto ricevuto quando si entra in contatto con un centro. Il tema è il primo accesso: sapere dove rivolgersi, trovare un presidio vicino, riuscire a contattarlo e iniziare un percorso.
Perché non basta contare i centri in valore assoluto
Il numero assoluto dei centri può restituire un’immagine parziale. La Lombardia, per esempio, è la regione con più centri censiti in valore assoluto: 43. Tuttavia, essendo anche la regione più popolosa, si colloca al decimo posto della classifica pro capite, con un centro ogni 234.086 residenti.
Il caso opposto è la Valle d’Aosta: ha un solo centro censito, ma una popolazione molto ridotta. Per questo, nel rapporto tra centri e residenti, risulta tra le regioni con maggiore copertura pro capite. Questo non significa che il servizio sia necessariamente più vicino o più accessibile per ogni cittadino, soprattutto in un territorio montano, ma mostra perché il dato va sempre letto insieme alla popolazione e alla geografia.
Le Marche rappresentano il caso più rilevante in positivo: 18 centri per meno di 1,5 milioni di residenti, con un rapporto di un centro ogni 82.213 abitanti. È la copertura pro capite più alta tra le regioni analizzate.
Accessibilità non significa qualità clinica
È importante distinguere l’accessibilità dalla qualità dell’intervento.
Un territorio con pochi centri in rapporto alla popolazione non offre necessariamente cure peggiori. Allo stesso modo, un territorio con più centri non garantisce automaticamente tempi di accesso brevi o percorsi più efficaci.
La qualità dell’assistenza dipende da fattori che questa analisi non misura: formazione degli operatori, continuità terapeutica, integrazione con i servizi sociali, presenza di équipe multidisciplinari, disponibilità di psicoterapia, sostegno familiare, supporto per debiti o consulenze legali, organizzazione dei Ser.D. e collaborazione con il privato sociale.
Cosa non misura questa analisi
- Formazione degli operatori
- Continuità terapeutica
- Integrazione con i servizi sociali
- Presenza di équipe multidisciplinari
- Disponibilità di psicoterapia
- Sostegno familiare
- Supporto per debiti o consulenze legali
- Organizzazione dei Ser.D.
- Collaborazione con il privato sociale
La distribuzione dei centri resta però un indicatore rilevante, perché riguarda la soglia iniziale del percorso. Prima ancora di ricevere una presa in carico, una persona deve poter sapere che il servizio esiste, trovarlo, contattarlo e raggiungerlo.
Quando questa soglia è più alta, il rischio è che la richiesta di aiuto venga rimandata. E nel disturbo da gioco d’azzardo rimandare può avere conseguenze importanti: aumento delle perdite economiche, crescita dei debiti, peggioramento delle relazioni familiari, isolamento e maggiore difficoltà a interrompere il comportamento.
Il ruolo dei familiari
La richiesta di aiuto non arriva sempre dalla persona che gioca. Spesso sono familiari, partner, amici o persone vicine a riconoscere per primi i segnali di difficoltà: bugie sulle spese, debiti, irritabilità, isolamento, richieste di denaro, assenze o tentativi ripetuti di recuperare le perdite.
Per questo l’accessibilità dei servizi non riguarda soltanto il giocatore. Riguarda anche chi vive accanto alla persona con un comportamento di gioco problematico.
Il portale dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato al disturbo da gioco d’azzardo prevede, tra le tipologie di intervento ricercabili nei centri, anche il counselling al giocatore e/o al familiare, la psicoterapia familiare e la presa in carico del solo familiare quando il giocatore non è disponibile. Questo aspetto è rilevante perché, in molti casi, il primo contatto con un servizio può avvenire proprio attraverso una persona vicina.
Chiedere informazioni non significa sostituirsi al giocatore, formulare una diagnosi o assumersi da soli il peso del problema. Può però aiutare a capire come comportarsi, quali passi evitare, quali risorse attivare e quando rivolgersi a un servizio specializzato.
Come chiedere aiuto
Chi ha difficoltà a controllare il gioco, o chi è preoccupato per una persona vicina, può contattare il Telefono Verde per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il numero diretto è 800 558822. Il servizio è nazionale, anonimo e gratuito, ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle 16:00. L’ISS indica che il servizio è rivolto sia alle persone con problemi di comportamento di gioco d’azzardo problematico sia a familiari e amici. Offre ascolto, accoglienza, orientamento verso i servizi territoriali e sostegno durante il percorso di cambiamento.
Dal 2026 è inoltre operativo presso l’Istituto Superiore di Sanità anche il Numero Verde Nazionale Dipendenze 800 940 789, gratuito e anonimo, pensato per offrire ascolto e orientamento sulle dipendenze da sostanze e sulle dipendenze comportamentali, incluso il gioco d’azzardo.
Sul portale Uscire dal Gioco dell’ISS è disponibile anche la mappatura territoriale dei centri di cura che si occupano del disturbo da gioco d’azzardo. La ricerca consente di selezionare regione, provincia, tipologia di servizio e tipologia di intervento.
I servizi territoriali possono essere pubblici, come i Servizi per le Dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale, o appartenere al privato sociale. Le modalità di accesso possono variare da territorio a territorio. Per questo, in caso di dubbio, il primo passo può essere contattare il numero verde e farsi orientare verso il servizio più adatto.
Hai bisogno di aiuto adesso?
Se il gioco sta diventando difficile da controllare, o se una persona vicina mostra segnali di gioco problematico, non è necessario aspettare che la situazione sia completamente compromessa.
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Telefono Verde – ISS
Gratuito, anonimo, lun-ven 10:00-16:00
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Numero Verde Dipendenze
Gratuito e anonimo
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Mappa dei centri – ISS
Ricerca per regione, provincia e servizio
Chiedere aiuto non significa aver fallito. Significa riconoscere che il problema può essere affrontato con strumenti adeguati e con il supporto di professionisti. Puoi anche rivolgerti al Ser.D. della tua ASL, o chiedere informazioni anche se sei un familiare, un amico o una persona vicina a chi gioca.
Metodologia
L’analisi di Oltre il Gioco ha preso in considerazione il numero di centri censiti per il disturbo da gioco d’azzardo in ciascuna regione italiana e lo ha rapportato alla popolazione residente regionale.
Per ogni regione sono stati calcolati due indicatori: abitanti per centro, ottenuto dividendo la popolazione residente per il numero di centri censiti; centri per 1 milione di abitanti, ottenuto dividendo il numero di centri per la popolazione residente e moltiplicando il risultato per 1.000.000.
La classifica è stata ordinata in base al primo indicatore: più basso è il numero di abitanti per centro, maggiore è la copertura potenziale; più alto è il numero di abitanti per centro, più difficile può risultare l’accesso all’aiuto in rapporto alla popolazione.
Il conteggio dei centri deriva dall’estrazione dei dati presenti nella mappatura territoriale dei centri di cura per il disturbo da gioco d’azzardo del portale ISS Uscire dal Gioco. La popolazione residente utilizzata fa riferimento ai dati ISTAT al 1° gennaio 2026.
La popolazione considerata è quella residente complessiva, senza limitare il calcolo ai soli maggiorenni. Questa scelta metodologica è stata adottata perché i centri e i servizi di orientamento non rappresentano un presidio utile soltanto per gli adulti che possono accedere legalmente al gioco con vincita in denaro. I percorsi di informazione, prevenzione, orientamento e supporto possono riguardare anche familiari, persone vicine, nuclei familiari coinvolti e minori, sia direttamente sia indirettamente.
L’analisi non misura la prevalenza del disturbo da gioco d’azzardo, il numero di persone effettivamente in carico ai servizi, i tempi di attesa, la dotazione di personale, la qualità clinica degli interventi o gli esiti terapeutici. I risultati devono quindi essere interpretati come un indicatore di accessibilità territoriale potenziale, non come una valutazione del funzionamento dei singoli servizi.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità – Uscire dal Gioco, “Centri di Cura”. La pagina è dedicata alla mappatura territoriale dei centri di cura che si occupano del disturbo da gioco d’azzardo e consente la ricerca per regione, provincia, tipologia di servizio e intervento. https://usciredalgioco.iss.it/web/guest/centri-cura
- Istituto Superiore di Sanità – Uscire dal Gioco, “Telefono Verde”. Il Telefono Verde per le problematiche legate al gioco d’azzardo 800 558822 è descritto come servizio nazionale, anonimo e gratuito, rivolto anche a familiari e amici, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00. https://usciredalgioco.iss.it/telefono-verde/
- Istituto Superiore di Sanità – Numero Verde Nazionale Dipendenze. Il Numero Verde Dipendenze 800 940 789 è un servizio gratuito e anonimo per dipendenze da sostanze e comportamentali, incluso il gioco d’azzardo. https://www.iss.it/-/numero-verde-nazionale-dipendenze-800-940-789
- Istituto Superiore di Sanità – Uscire dal Gioco, FAQ. Le FAQ indicano che i servizi territoriali possono appartenere al Servizio Sanitario Nazionale o al privato sociale e citano, tra gli interventi possibili, anche il supporto sociale, le consulenze legali o finanziarie e la presa in carico del solo familiare quando il giocatore non è disponibile. https://usciredalgioco.iss.it/faq
- ISTAT – Demo, “Popolazione residente per sesso, età e stato civile al 1° gennaio 2026”. La banca dati ISTAT definisce la popolazione residente e rende disponibili i file in formato CSV per l’elaborazione territoriale. https://demo.istat.it/app/?i=POS&l=it