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Cura della ludopatia

La ludopatia si cura. Questa è la premessa più importante di questa pagina. Il disturbo da gioco d'azzardo è riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale come Livello Essenziale di Assistenza (LEA), il che significa che hai diritto a percorsi di cura gratuiti. Esistono diverse opzioni terapeutiche, e il percorso giusto dipende dalla situazione individuale.

Il primo passo: chiedere aiuto

Chiedere aiuto è quasi sempre il momento più difficile dell’intero percorso di recupero dalla ludopatia. Non perché sia complicato dal punto di vista pratico, ma perché richiede di ammettere a sé stessi che il gioco è diventato un problema che non si riesce più a controllare da soli. La vergogna, il senso di colpa, la paura del giudizio e la convinzione di poter smettere “quando si vuole” sono ostacoli potenti che trattengono milioni di persone dal compiere questo passo.

È fondamentale capire che chiedere aiuto non è un segno di debolezza. Al contrario, è un atto di consapevolezza e di coraggio. Il disturbo da gioco d’azzardo è una condizione clinica riconosciuta, con basi neurobiologiche documentate. Nessuno si aspetterebbe che una persona con il diabete guarisse da sola senza cure: lo stesso principio vale per la ludopatia. Il cervello di chi sviluppa una dipendenza dal gioco funziona in modo diverso rispetto a chi gioca occasionalmente senza conseguenze, e questo cambiamento richiede un intervento strutturato per essere affrontato.

Se riconosci di avere un problema con il gioco d’azzardo, o se qualcuno vicino a te ti ha fatto notare che il tuo comportamento è cambiato, hai diverse opzioni per muovere il primo passo:

  • Parlare con il medico di base: il tuo medico di famiglia può indirizzarti verso i servizi territoriali competenti, in modo riservato e senza giudizio. Molti medici di base sono formati per riconoscere i segnali delle dipendenze comportamentali e possono rappresentare un punto di partenza rassicurante.
  • Contattare direttamente il Ser.D.: i Servizi per le Dipendenze della tua ASL locale accettano accessi diretti. Non serve l’impegnativa del medico, non serve prenotare, non serve pagare. Puoi presentarti di persona o telefonare per fissare un primo colloquio.
  • Chiamare il Telefono Verde dell’ISS (800 558 822): è un servizio gratuito, anonimo e gestito dall’Istituto Superiore di Sanità. Gli operatori possono orientarti verso i servizi più vicini a te, darti informazioni sui percorsi disponibili e ascoltarti senza giudicare. Funziona dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16.
  • Contattare Giocatori Anonimi (338 127 1215): se preferisci un primo approccio con persone che hanno vissuto la stessa esperienza, i Giocatori Anonimi possono indicarti il gruppo più vicino a te. Partecipare a una riunione non comporta alcun impegno.

Qualunque sia il canale che scegli, il punto è uno: non devi affrontare questa situazione da solo. Il primo contatto è quasi sempre più semplice di quanto si immagini, e i professionisti che lavorano in questo campo sono abituati ad accogliere persone che si trovano esattamente nella tua stessa condizione.

Hai bisogno di aiuto adesso?

Se ti trovi in una situazione di emergenza o senti di non riuscire a gestire la situazione, contatta subito uno di questi servizi. Sono gratuiti e riservati.

  • Telefono Verde – ISS

    800 558 822

    Gratuito, anonimo, lun-ven 10-16

  • Giocatori Anonimi

    338 127 1215

    Gruppi di supporto in tutta Italia

  • Gam-Anon (familiari)

    340 498 0895

    Supporto per chi sta accanto

I Servizi per le Dipendenze (Ser.D.)

I Ser.D. delle ASL sono il principale punto di accesso pubblico per il trattamento della ludopatia in Italia. L’accesso è diretto, gratuito e non richiede impegnativa del medico di base. L’équipe multidisciplinare comprende psicologi, psichiatri, assistenti sociali e educatori professionali.

Per una guida completa ai Ser.D., alle strutture residenziali e ai gruppi di auto-aiuto disponibili sul territorio, consulta la pagina dedicata ai centri di cura per la ludopatia in Italia.

Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)

La terapia cognitivo-comportamentale, nota con l’acronimo inglese CBT (Cognitive Behavioural Therapy), è attualmente considerata il trattamento psicologico più efficace per il disturbo da gioco d’azzardo. La letteratura scientifica internazionale lo conferma con numerosi studi controllati: la CBT produce miglioramenti significativi e duraturi nella maggioranza dei pazienti trattati.

Come funziona la CBT applicata alla ludopatia

La CBT si basa su un principio fondamentale: i nostri pensieri influenzano le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Nel caso della ludopatia, il giocatore sviluppa nel tempo una serie di convinzioni distorte riguardo al gioco, alla fortuna e alla possibilità di vincere. Queste distorsioni cognitive alimentano il comportamento di gioco e rendono estremamente difficile smettere.

Il lavoro terapeutico si concentra su tre aree principali:

  • Identificare le distorsioni cognitive: il terapeuta aiuta la persona a riconoscere i pensieri automatici legati al gioco. Tra le distorsioni più comuni ci sono la fallacia del giocatore (credere che una serie di perdite aumenti le probabilità di vincere), l’illusione di controllo (pensare di poter influenzare l’esito di eventi casuali), il pensiero superstizioso e la tendenza a ricordare selettivamente le vincite dimenticando le perdite.
  • Modificare i pattern di pensiero: una volta identificate le distorsioni, il terapeuta guida il paziente attraverso tecniche strutturate per metterle in discussione e sostituirle con pensieri più realistici. Ad esempio, comprendere che ogni giocata è un evento indipendente, che il banco ha sempre un vantaggio matematico, e che nessuna strategia può trasformare il gioco d’azzardo in un’attività redditizia nel lungo periodo.
  • Sviluppare strategie di coping: la CBT insegna alla persona a riconoscere e gestire i fattori scatenanti (trigger) che portano all’impulso di giocare. Questi possono essere situazioni specifiche (passare davanti a una sala slot), stati emotivi (noia, stress, tristezza, solitudine) o pensieri ricorrenti (“una giocata sola non fa male”). Il paziente impara tecniche concrete per affrontare questi momenti senza ricorrere al gioco.

Durata e struttura del percorso

Un percorso tipico di CBT per la ludopatia prevede tra le 12 e le 20 sedute, generalmente con cadenza settimanale, della durata di circa un’ora ciascuna. La struttura può variare in base al professionista e alla gravità della situazione. Alcune sedute possono essere dedicate a esercizi pratici, come l’analisi di situazioni reali in cui si è verificato l’impulso di giocare, la compilazione di diari del gioco e delle emozioni, o simulazioni di scenari a rischio.

La CBT non è un percorso passivo: richiede partecipazione attiva e impegno anche al di fuori delle sedute, attraverso esercizi e riflessioni che il terapeuta assegna tra un incontro e l’altro.

Dove accedere alla CBT

La terapia cognitivo-comportamentale per la ludopatia è disponibile gratuitamente attraverso i Ser.D. del Servizio Sanitario Nazionale. In alternativa, è possibile rivolgersi a psicologi e psicoterapeuti privati specializzati in dipendenze comportamentali, con costi che variano a seconda del professionista e della regione.

Gruppi di auto-mutuo-aiuto: Giocatori Anonimi

Giocatori Anonimi (GA) è un’associazione di uomini e donne che condividono la propria esperienza, forza e speranza per risolvere il loro comune problema e aiutare altri a recuperare dalla dipendenza dal gioco d’azzardo. Fondata negli Stati Uniti nel 1957, Giocatori Anonimi è presente in Italia dal 1999 con circa 200 gruppi attivi su tutto il territorio nazionale.

Il programma dei 12 Passi

GA si basa sul programma dei 12 Passi, lo stesso modello utilizzato da Alcolisti Anonimi e adattato alla dipendenza dal gioco. Il percorso parte dall’ammissione di non avere più il controllo sul gioco, passa attraverso un processo di introspezione e cambiamento personale, e arriva alla costruzione di una vita senza gioco d’azzardo. Non si tratta di un programma religioso, anche se include un riferimento a un “Potere superiore” che ciascuno è libero di interpretare secondo le proprie convinzioni.

Come funzionano le riunioni

Le riunioni di Giocatori Anonimi si tengono generalmente una volta alla settimana, durano circa un’ora e mezza e si svolgono in luoghi messi a disposizione da parrocchie, centri civici o associazioni. La partecipazione è completamente gratuita e anonima: non vengono raccolti dati personali, non si firmano registri, non si comunicano informazioni a nessuno.

Durante le riunioni, i partecipanti condividono le proprie esperienze, le difficoltà e i progressi. Non si danno consigli non richiesti e non si esprimono giudizi. Il principio fondamentale è che chi ha vissuto la stessa esperienza può offrire una comprensione e un supporto che nessun altro tipo di aiuto riesce a fornire. Molte persone riferiscono che la semplice esperienza di trovarsi in una stanza con altre persone che capiscono davvero cosa significa vivere con una dipendenza dal gioco è già di per sé terapeutica.

Contatti e risorse

Sul sito è possibile trovare l’elenco dei gruppi attivi in ogni regione e gli orari delle riunioni.

GA e trattamento professionale

È importante sottolineare che Giocatori Anonimi è un complemento al trattamento professionale, non un sostituto. La maggior parte dei professionisti che lavorano nel campo delle dipendenze raccomanda di affiancare la frequentazione di GA a un percorso terapeutico strutturato, come la CBT o il trattamento presso un Ser.D. Le due cose non sono in conflitto, anzi: la combinazione di terapia professionale e supporto tra pari produce i risultati migliori.

Gam-Anon: supporto per le famiglie

Gam-Anon è l’associazione parallela dedicata ai familiari e alle persone vicine al giocatore. I familiari vivono conseguenze profonde della ludopatia e hanno bisogno di un supporto specifico. Gam-Anon offre gruppi di auto-mutuo-aiuto dove i familiari possono confrontarsi, trovare comprensione e imparare a gestire una situazione difficile senza perdere sé stessi. Il numero di riferimento è 340 498 0895. Per approfondire il tema, consulta la pagina dedicata a ludopatia e famiglie.

Farmacoterapia

La farmacoterapia non è il trattamento di prima scelta per il disturbo da gioco d’azzardo, ma può rappresentare un supporto importante in specifiche situazioni cliniche. I farmaci non curano la ludopatia di per sé, ma possono aiutare a gestire i sintomi associati e a creare le condizioni affinché la psicoterapia sia più efficace.

Quando è indicata la farmacoterapia

Il medico specialista può valutare la prescrizione di farmaci quando la ludopatia si accompagna a condizioni psichiatriche concomitanti (comorbidità), una situazione che si verifica nella maggioranza dei casi. Le condizioni più comuni includono:

  • Depressione: molto frequente tra i giocatori patologici, può essere sia una causa sia una conseguenza del comportamento di gioco.
  • Disturbi d’ansia: l’ansia generalizzata, gli attacchi di panico e il disturbo post-traumatico sono spesso presenti nelle persone con ludopatia.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC): la componente compulsiva del gioco d’azzardo condivide meccanismi con il DOC.
  • Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): la ricerca suggerisce una significativa associazione tra ADHD e disturbo da gioco d’azzardo.
  • Altre dipendenze: l’abuso di alcol o di sostanze è frequentemente associato alla ludopatia e può richiedere un trattamento farmacologico specifico.

Tipologie di farmaci utilizzati

  • SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina): farmaci come fluvoxamina, paroxetina e sertralina sono utilizzati per trattare la depressione e l’ansia associate alla ludopatia. Alcuni studi suggeriscono un effetto diretto anche sulla riduzione dell’impulso al gioco.
  • Naltrexone: un antagonista degli oppioidi utilizzato off-label (ossia fuori dalle indicazioni ufficiali approvate) per il trattamento della ludopatia. Agisce bloccando il rilascio di dopamina nel sistema di ricompensa del cervello, riducendo il piacere associato al gioco e, di conseguenza, il desiderio di giocare. La ricerca sul naltrexone è promettente e diversi studi clinici ne hanno dimostrato l’efficacia.
  • Stabilizzatori dell’umore: farmaci come il litio o l’acido valproico possono essere utili quando la ludopatia si associa a oscillazioni dell’umore o a tratti di impulsività marcata.
  • N-acetilcisteina: un integratore che agisce sulla trasmissione glutammatergica e che ha mostrato risultati incoraggianti in alcuni studi pilota sul gioco d’azzardo patologico.

Indicazioni importanti

La prescrizione di farmaci deve sempre avvenire sotto la supervisione di un medico specialista, tipicamente uno psichiatra o il medico del Ser.D. L’automedicazione è pericolosa e controproducente. Ogni farmaco ha potenziali effetti collaterali e interazioni che devono essere valutate caso per caso.

È fondamentale comprendere che i farmaci, quando indicati, funzionano al meglio in combinazione con la psicoterapia. La farmacoterapia può creare una finestra di opportunità, riducendo i sintomi più acuti e rendendo la persona più ricettiva al lavoro terapeutico, ma non sostituisce il percorso psicologico necessario per affrontare le radici del problema.

TMS – Stimolazione Magnetica Transcranica

La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS, dall’inglese Transcranial Magnetic Stimulation) rappresenta un approccio innovativo e ancora in fase di sviluppo per il trattamento delle dipendenze comportamentali, inclusa la ludopatia. Si tratta di una tecnica non invasiva che utilizza impulsi magnetici per modulare l’attività di specifiche aree cerebrali.

Come funziona

La TMS agisce attraverso un dispositivo che genera un campo magnetico focalizzato, in grado di stimolare o inibire l’attività dei neuroni in aree cerebrali precise. Nel caso delle dipendenze, il trattamento mira tipicamente alla corteccia prefrontale dorsolaterale, una regione coinvolta nel controllo degli impulsi, nella presa di decisioni e nella regolazione dei circuiti di ricompensa. L’obiettivo è rafforzare la capacità del cervello di controllare gli impulsi legati al gioco e ridurre il craving, ossia il desiderio intenso e difficilmente controllabile di giocare.

Il trattamento è indolore, non richiede anestesia e si svolge in sedute ambulatoriali della durata di circa 20-30 minuti. Un ciclo tipico prevede diverse sedute distribuite nell’arco di alcune settimane.

Stato della ricerca

La TMS ha dato risultati molto promettenti nel trattamento della dipendenza da nicotina (per la quale ha ottenuto l’approvazione FDA negli Stati Uniti) e sono in corso studi per estenderne l’applicazione ad altre dipendenze, inclusa quella da gioco d’azzardo. I risultati preliminari sono incoraggianti, con diversi studi che riportano una riduzione significativa del craving e del comportamento di gioco. Tuttavia, la TMS per la ludopatia è ancora considerata una tecnica sperimentale e non è inclusa nei protocolli standard di trattamento.

Dove è disponibile

In Italia, la TMS per le dipendenze è disponibile presso alcuni centri di ricerca universitari e strutture specializzate. Trattandosi di una tecnica ancora in fase di studio, la disponibilità è limitata e l’accesso avviene spesso nell’ambito di protocolli di ricerca clinica. Il Ser.D. di riferimento può fornire informazioni aggiornate sulla disponibilità di questa opzione nel proprio territorio.

Percorsi residenziali e semi-residenziali

Quando il trattamento ambulatoriale non è sufficiente, quando la gravità della situazione richiede un allontanamento dall’ambiente abituale, o quando tentativi precedenti di cura non hanno prodotto i risultati sperati, i percorsi residenziali e semi-residenziali rappresentano un’opzione terapeutica fondamentale.

Comunità terapeutiche residenziali

Le comunità terapeutiche sono strutture in cui la persona vive per un periodo che generalmente varia dai 3 ai 12 mesi, in un ambiente protetto e strutturato, dedicato interamente al percorso di recupero. L’allontanamento dal contesto quotidiano elimina l’esposizione diretta ai fattori scatenanti e permette di concentrarsi completamente sulla cura.

All’interno della comunità terapeutica, il programma di trattamento è intensivo e comprende:

  • Psicoterapia individuale e di gruppo con cadenza regolare.
  • Attività educative e laboratoriali finalizzate alla riscoperta di interessi e capacità al di fuori del gioco.
  • Lavoro sulla gestione delle emozioni, sulle relazioni interpersonali e sulle competenze sociali.
  • Supporto nella ricostruzione di un progetto di vita concreto per il dopo-comunità.
  • In alcuni casi, formazione professionale o accompagnamento al reinserimento lavorativo.

Alcune comunità terapeutiche in Italia sono specializzate nel trattamento delle dipendenze comportamentali, inclusa la ludopatia, mentre altre accolgono persone con diverse forme di dipendenza. La scelta della struttura più adatta viene fatta in collaborazione con il Ser.D. di riferimento.

Programmi semi-residenziali (diurni)

I programmi semi-residenziali, noti anche come day hospital o centri diurni, offrono un trattamento intensivo durante il giorno, permettendo alla persona di rientrare a casa la sera. Questa formula rappresenta un compromesso tra l’intensità del percorso residenziale e la possibilità di mantenere i propri legami familiari e, in alcuni casi, il proprio lavoro.

I programmi diurni sono particolarmente indicati per le persone che necessitano di un trattamento più intensivo rispetto a quello ambulatoriale ma che hanno una rete di supporto familiare stabile e non presentano rischi di autolesionismo o situazioni di pericolo immediato.

Come accedere e costi

L’inserimento in una comunità terapeutica o in un programma semi-residenziale avviene attraverso il Ser.D. di riferimento, che effettua la valutazione clinica, individua la struttura più adatta e attiva la procedura di inserimento. I costi sono interamente coperti dal Servizio Sanitario Nazionale: la persona non deve sostenere alcuna spesa. Questo vale sia per le strutture pubbliche sia per le comunità terapeutiche private convenzionate con il SSN.

I tempi di attesa per l’inserimento possono variare a seconda della disponibilità di posti nella struttura individuata e della regione di residenza. Il Ser.D. accompagna la persona durante tutto il periodo di attesa, garantendo un supporto ambulatoriale fino all’ingresso in comunità.

Terapia online

La diffusione delle tecnologie digitali ha aperto nuove possibilità anche nel campo del trattamento delle dipendenze. La terapia online rappresenta un’opzione complementare che può essere particolarmente utile per chi ha difficoltà a recarsi fisicamente presso un servizio, per chi vive in aree rurali con servizi limitati, o per chi preferisce un primo approccio più riservato.

Gioca Responsabile – terapia online gratuita

Il portale gioca-responsabile.it offre un servizio di consulenza e supporto psicologico online gratuito per le persone con problemi di gioco d’azzardo. Il servizio comprende sessioni di terapia in videochiamata con professionisti specializzati nelle dipendenze comportamentali. È un progetto sostenuto da operatori del settore del gioco legale nell’ambito delle iniziative di gioco responsabile, ed è completamente gratuito per l’utente.

Altre risorse digitali

Oltre alla terapia online vera e propria, esistono risorse digitali che possono supportare il percorso di recupero:

  • App per il monitoraggio del comportamento di gioco e la gestione degli impulsi.
  • Forum e comunità online dove confrontarsi con altre persone che vivono la stessa esperienza.
  • Materiali informativi e programmi di auto-aiuto strutturati disponibili gratuitamente in rete.
  • Riunioni online di Giocatori Anonimi, introdotte durante la pandemia e tuttora attive come opzione complementare agli incontri in presenza.

Vantaggi e limiti della terapia online

I vantaggi principali della terapia online sono l’accessibilità (si può accedere da casa, senza spostamenti), la flessibilità degli orari e un certo grado di anonimato che può facilitare il primo contatto. Tuttavia, la terapia online non è adatta a tutti i casi. Le situazioni più gravi, quelle con comorbidità psichiatriche importanti o con rischio di autolesionismo, richiedono un trattamento in presenza. La terapia online funziona al meglio come complemento a un percorso strutturato o come primo passo verso un trattamento più completo.

Il percorso di recupero: cosa aspettarsi

Intraprendere un percorso di cura dalla ludopatia è una decisione importante, e sapere cosa aspettarsi può fare la differenza tra il mantenere la motivazione e il lasciarsi scoraggiare. Il recupero dalla dipendenza da gioco d’azzardo è un processo reale e documentato, ma non è lineare. Comprendere le sue fasi e le sue dinamiche aiuta a viverlo con maggiore consapevolezza.

Il recupero non è lineare

Uno degli aspetti più importanti da capire fin dall’inizio è che le ricadute sono una parte comune del percorso di recupero. Una ricaduta non significa che il trattamento ha fallito, che la persona è incurabile o che tutto il lavoro fatto è andato perso. La ricaduta è un segnale che qualcosa nel piano di trattamento deve essere rivisto o rafforzato, e va trattata come tale: un’informazione utile, non una sentenza definitiva.

Molte persone che oggi vivono una vita libera dal gioco d’azzardo hanno avuto una o più ricadute durante il loro percorso. Ciò che ha fatto la differenza è stato non arrendersi e riprendere il percorso di cura con la consapevolezza acquisita dall’esperienza.

Le fasi del recupero

  • Riconoscimento: la fase in cui la persona ammette di avere un problema e decide di cercare aiuto. Può durare a lungo, perché la negazione è una componente caratteristica della dipendenza. A volte il riconoscimento arriva gradualmente, altre volte è innescato da un evento critico.
  • Trattamento attivo: la fase in cui la persona è impegnata attivamente nel percorso terapeutico. Le prime settimane e i primi mesi sono spesso i più intensi e i più difficili, perché si affrontano contemporaneamente l’astinenza dal gioco, le distorsioni cognitive, le conseguenze pratiche accumulate e la riorganizzazione della quotidianità.
  • Mantenimento: dopo la fase acuta del trattamento, la persona deve consolidare i cambiamenti raggiunti. Questa fase richiede attenzione costante ai fattori di rischio, il mantenimento delle strategie apprese in terapia e, spesso, la continuazione della frequentazione dei gruppi di auto-aiuto.
  • Recupero a lungo termine: con il passare del tempo, la gestione della dipendenza diventa meno faticosa e più naturale. Il gioco d’azzardo perde gradualmente la centralità che aveva assunto nella vita della persona, e lo spazio lasciato libero viene riempito da relazioni, interessi e attività che danno soddisfazione autentica.

Tempi di recupero

Non esiste un tempo standard per il recupero dalla ludopatia. Ogni persona ha la propria storia, le proprie risorse e le proprie difficoltà. Tuttavia, la maggior parte delle persone che segue un percorso di cura strutturato inizia a vedere miglioramenti significativi entro i primi 6-12 mesi di trattamento. Questo non significa che dopo un anno si sia “guariti”, ma che la qualità della vita migliora sensibilmente: il controllo sul comportamento di gioco aumenta, le relazioni iniziano a ricostruirsi, la situazione finanziaria comincia a stabilizzarsi.

Il supporto a lungo termine è fondamentale. Molti professionisti raccomandano di continuare a frequentare i gruppi di auto-aiuto e di mantenere incontri periodici con il terapeuta anche dopo la fase acuta del trattamento, come forma di prevenzione delle ricadute.

La guarigione è possibile

Se sei arrivato fin qui, è probabile che tu stia cercando una risposta alla domanda fondamentale: si può davvero guarire dalla ludopatia? La risposta è sì. La guarigione dal disturbo da gioco d’azzardo non è solo possibile, ma è documentata da decenni di ricerca clinica e confermata dall’esperienza di migliaia di persone.

Gli studi scientifici indicano che la maggioranza delle persone che completano un percorso di trattamento strutturato raggiunge una significativa riduzione o la completa cessazione del comportamento di gioco patologico. La terapia cognitivo-comportamentale, in particolare, mostra tassi di efficacia elevati, con miglioramenti che si mantengono nel tempo quando il trattamento è accompagnato da un adeguato supporto post-terapeutico.

Non è mai troppo tardi per chiedere aiuto. Persone che hanno giocato per decenni, che hanno perso tutto, che hanno toccato il fondo in ogni modo immaginabile, hanno ricostruito la propria vita. Il percorso non è semplice, richiede impegno, costanza e il coraggio di chiedere supporto. Ma i servizi ci sono, sono gratuiti e sono accessibili. L’unico requisito è la decisione di iniziare.

Il primo passo verso la guarigione è chiedere aiuto. I servizi sono disponibili a qualsiasi stadio del problema, gratuiti e riservati:

  • Chiama il Telefono Verde dell’ISS al numero 800 558 822 (gratuito, anonimo, lun-ven 10-16).
  • Contatta Giocatori Anonimi al 338 127 1215 per trovare un gruppo di supporto vicino a te.
  • Se sei un familiare, chiama Gam-Anon al 340 498 0895.
  • Rivolgiti al Ser.D. (Servizio per le Dipendenze) della tua ASL: l’accesso è diretto, gratuito e non serve la prescrizione del medico.

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Domande frequenti

La ludopatia si puo’ curare?

Si, la ludopatia e’ una condizione trattabile. I percorsi terapeutici piu’ efficaci includono la psicoterapia cognitivo-comportamentale, i gruppi di auto-aiuto come Giocatori Anonimi e in alcuni casi il supporto farmacologico. In Italia, i Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) delle ASL offrono percorsi gratuiti.

Quanto dura il trattamento per la ludopatia?

La durata varia in base alla gravita’ e al percorso scelto. La psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede generalmente 12-20 sedute. I gruppi di auto-aiuto non hanno una durata prestabilita. Il percorso complessivo, inclusa la prevenzione delle ricadute, puo’ durare da alcuni mesi a oltre un anno.

Serve la ricetta del medico per accedere al Ser.D.?

No. L’accesso ai Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) e’ diretto, gratuito e non richiede impegnativa del medico di base. Basta presentarsi al Ser.D. della propria ASL di riferimento o telefonare per un primo appuntamento.