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Ludopatia, quanti fondi per contrastarla rispetto alle perdite al gioco? La mappa regionale

In Campania arriva poco più di 1 euro ogni 1.000 euro persi al gioco, in Valle d’Aosta quasi 3: la mappa regionale mostra come i fondi pubblici per la cura del gioco d’azzardo patologico si distribuiscono rispetto alle perdite dei residenti.

Oltre il Gioco ha messo a confronto, regione per regione, la quota del Fondo per le dipendenze patologiche destinata ai piani sul gioco d’azzardo patologico e la spesa effettiva al gioco legale registrata nel 2025. Il dato non misura la qualità delle cure, ma quante risorse pubbliche dedicate arrivano sul territorio in rapporto alle perdite economiche dei residenti.

Mappa delle regioni italiane collegata a fondi e documenti sul gioco d’azzardoLe risorse contro il gioco patologico non arrivano in modo uniforme sul territorio.

Chiedere aiuto per un problema di gioco d’azzardo è un passaggio difficile. Perché quell’aiuto ci sia, però, servono servizi, operatori, progetti di prevenzione e percorsi per i familiari. E tutto questo dipende anche da una questione più concreta: le risorse economiche disponibili sul territorio.

Il disturbo da gioco d’azzardo, spesso indicato nel linguaggio comune come ludopatia, è una dipendenza comportamentale che può avere conseguenze sulla salute mentale, sulle relazioni familiari, sulla situazione economica e sulla vita lavorativa. Il danno economico è spesso il primo segnale visibile: perdite che crescono, debiti, richieste di denaro, risparmi di famiglia che si assottigliano.

Dal 2025 lo Stato finanzia la cura delle dipendenze attraverso il Fondo per le dipendenze patologiche, istituito con la Legge di Bilancio 2025. Una parte specifica del fondo, pari a 32,195 milioni di euro l’anno, è destinata ai piani regionali sul gioco d’azzardo patologico. Nel 2025, secondo la Relazione del Ministero dell’Economia sul settore dei giochi pubblici, gli italiani hanno perso al gioco legale circa 21,9 miliardi di euro.

Oltre il Gioco ha quindi posto una domanda semplice: i fondi dedicati al gioco patologico arrivano in misura maggiore dove le perdite sono più alte? Per rispondere ha calcolato, per ciascuna regione inclusa nel riparto, quanti euro di fondi arrivano ogni 1.000 euro persi al gioco.

Che cosa misura la classifica

La classifica si basa su un indicatore: gli euro assegnati dal fondo ai piani regionali sul gioco d’azzardo patologico per ogni 1.000 euro di spesa al gioco legale dei residenti.

La spesa al gioco è la differenza tra quanto si è giocato e quanto si è vinto. Rappresenta quindi le perdite nette dei giocatori, nel gioco fisico e online insieme.

Infografica: euro di fondi contro il gioco patologico ogni 1.000 euro persi. Valle d’Aosta 2,91 euro, media 1,49 euro, Campania 1,02 euro

Più alto è il valore, maggiori sono le risorse dedicate in rapporto alle perdite. Più basso è il valore, minori sono i fondi che arrivano sul territorio per ogni euro perso al gioco.

L’indicatore non misura la qualità dell’assistenza, il numero di operatori, i tempi di attesa o l’efficacia dei percorsi di cura. Non misura nemmeno quanto le Regioni spendono effettivamente, né le eventuali risorse aggiuntive che stanziano con fondi propri. Misura un aspetto preciso: come si distribuisce sul territorio la principale fonte di finanziamento nazionale dedicata al gioco patologico.

La classifica regionale

Secondo l’elaborazione di Oltre il Gioco, è la Valle d’Aosta a registrare il rapporto più alto, con 2,91 euro di fondi ogni 1.000 euro persi al gioco. All’estremo opposto si trova la Campania, con 1,02 euro.

La classifica seguente è ordinata dalla regione con il rapporto più alto a quella con il rapporto più basso. Il Trentino-Alto Adige non compare perché le Province autonome di Trento e Bolzano non rientrano nel riparto del fondo.

Pos. Regione Fondi annui per il gioco patologico (€) Spesa al gioco 2025 (mln €) € di fondi ogni 1.000 € persi Scarto dalla media
1 Valle d’Aosta 73.417 25,2 2,91 +95,8%
2 Piemonte 2.597.001 1.343,3 1,93 +29,8%
3 Umbria 558.077 289,3 1,93 +29,5%
4 Friuli-Venezia Giulia 700.055 368,3 1,90 +27,7%
5 Toscana 2.302.433 1.260,1 1,83 +22,7%
6 Marche 972.236 535,1 1,82 +22,0%
7 Veneto 2.613.349 1.475,2 1,77 +19,0%
8 Emilia-Romagna 2.530.689 1.562,8 1,62 +8,8%
9 Liguria 840.753 520,0 1,62 +8,6%
10 Basilicata 285.699 181,3 1,58 +5,9%
11 Sardegna 874.935 571,2 1,53 +2,9%
12 Molise 178.901 120,5 1,48 -0,3%
13 Lombardia 5.638.535 3.824,7 1,47 -1,0%
14 Lazio 3.111.276 2.142,2 1,45 -2,5%
15 Puglia 2.195.355 1.593,6 1,38 -7,5%
16 Sicilia 2.315.611 1.789,6 1,29 -13,1%
17 Calabria 929.667 732,0 1,27 -14,7%
18 Abruzzo 743.560 595,3 1,25 -16,1%
19 Campania 2.733.452 2.692,9 1,02 -31,8%

Nel complesso, alle 19 regioni incluse nel riparto sono assegnati 32.195.000 euro l’anno per i piani sul gioco d’azzardo patologico, a fronte di una spesa al gioco di 21,62 miliardi di euro nel 2025. La media è quindi di 1,49 euro di fondi ogni 1.000 euro persi, pari a circa 56 centesimi per residente.

Le regioni che si collocano sotto la media sono Molise, Lombardia, Lazio, Puglia, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Campania.

Dove i fondi sono più bassi rispetto alle perdite

Il dato più evidente riguarda la Campania. Nel 2025 i residenti hanno perso al gioco 2,69 miliardi di euro, la seconda cifra più alta d’Italia dopo la Lombardia. La quota del fondo destinata alla regione è di 2,73 milioni di euro l’anno: 1,02 euro ogni 1.000 euro persi, quasi un terzo in meno della media.

La Campania è anche la regione con la spesa al gioco per abitante più alta, pari a 484 euro l’anno. Seguono l’Abruzzo con 470 euro, il Molise con 421 e la Puglia con 412.

In Campania arrivano 1,02 euro di fondi ogni 1.000 euro persi al gioco: quasi un terzo in meno della media.

Prima della Campania si collocano Abruzzo (1,25 euro), Calabria (1,27 euro) e Sicilia (1,29 euro). Il quadro territoriale è netto: le ultime cinque posizioni della classifica sono occupate da regioni del Mezzogiorno, mentre tutte le regioni del Centro-Nord, a eccezione di Lombardia e Lazio, si collocano sopra la media.

Il caso dell’Abruzzo mostra perché il dato va letto con attenzione. La regione riceve fondi per residente in linea con la media nazionale, ma la spesa al gioco per abitante è tra le più alte d’Italia. Il risultato è un rapporto tra fondi e perdite tra i più bassi del Paese.

Perché i fondi non seguono le perdite

La distribuzione non è casuale. Dipende dai criteri con cui il fondo viene diviso tra le Regioni, fissati dal decreto del Ministero della Salute del 1° agosto 2025. Le perdite al gioco non rientrano tra questi criteri.

Il fondo viene ripartito per il 70% in base alla quota d’accesso al Fondo sanitario nazionale, che dipende dalla popolazione residente e dalla sua composizione per età. Il restante 30% viene ripartito in base al numero di persone trattate dai servizi pubblici per le dipendenze nel 2024, considerando tutte le dipendenze e non solo il gioco d’azzardo.

Una volta calcolata la quota complessiva di ciascuna Regione, il 34,25% viene destinato ai piani sul gioco d’azzardo patologico, un altro 34,25% ai piani sulle altre dipendenze e il 30% all’assunzione di personale nei servizi.

Il secondo criterio produce un effetto da tenere presente. Le regioni in cui i servizi seguono meno persone, in rapporto alla popolazione, ricevono una quota più bassa. È quanto accade in Campania, Sicilia e Calabria, dove la quota degli utenti trattati è sensibilmente inferiore a quella della popolazione.

Regione Quota d’accesso (popolazione) Quota utenti trattati dai SerD (2024)
Campania 9,48% 6,18%
Sicilia 8,26% 4,71%
Calabria 3,19% 2,19%
Toscana 6,41% 8,87%
Marche 2,59% 4,03%

In Toscana e nelle Marche accade il contrario: i servizi seguono più persone in rapporto alla popolazione e la quota assegnata cresce. Il criterio premia quindi i territori in cui la rete dei servizi è già più sviluppata. Dove i servizi sono meno diffusi, le persone in carico sono meno e arrivano meno risorse per ampliarli.

Fondi e centri: due mappe che si sovrappongono

Il confronto acquista un significato ulteriore se letto insieme alla mappa dell’accessibilità ai centri di cura pubblicata da Oltre il Gioco. Quell’analisi misurava quanti centri censiti per il disturbo da gioco d’azzardo sono presenti in ogni regione in rapporto alla popolazione.

Le regioni in fondo alle due classifiche sono in buona parte le stesse. La Calabria ha un solo centro censito sul portale ISS per oltre 1,8 milioni di residenti, pari a 0,55 centri per milione di abitanti, e riceve 1,27 euro ogni 1.000 euro persi. La Campania ha 1,98 centri per milione di abitanti e riceve 1,02 euro. La Sicilia ha 2,51 centri per milione di abitanti e riceve 1,29 euro.

Il dato sulla Calabria va letto con cautela. Dopo la pubblicazione della mappa dell’accessibilità, la Regione Calabria, per voce dell’assessore al Welfare Pasqualina Straface, ha replicato che sul territorio sono attivi 14 centri per la presa in carico delle persone con disturbo da gioco d’azzardo e dei loro familiari, gestiti da enti del Terzo settore accreditati con il Servizio sanitario regionale. Sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità, consultato il 12 ottobre 2026, ne risulta però ancora uno solo: il divario riguarda quindi anche la completezza del censimento nazionale.

In questi territori si sommano quindi tre elementi: perdite al gioco per abitante elevate, pochi centri censiti in rapporto alla popolazione e minori risorse dedicate in rapporto alle perdite.

Il numero assoluto dei fondi, come quello dei centri, può invece restituire un’immagine parziale. La Lombardia riceve la quota più alta in valore assoluto, 5,64 milioni di euro l’anno, ma è anche la regione dove si perde di più: 3,82 miliardi nel 2025. Il rapporto, 1,47 euro, è quasi esattamente nella media. La Valle d’Aosta riceve appena 73.417 euro, ma con perdite pari a 25,2 milioni di euro si colloca al primo posto.

Fondi assegnati non significa cure migliori o peggiori

È importante non leggere la classifica come una valutazione dei servizi.

Una regione con meno fondi in rapporto alle perdite non offre necessariamente cure peggiori. Allo stesso modo, una regione con un rapporto più alto non garantisce automaticamente servizi più accessibili o percorsi più efficaci.

Le Regioni possono integrare le risorse nazionali con fondi propri, e la qualità dell’assistenza dipende da molti fattori che questa analisi non considera.

Cosa non misura questa analisi

  • Risorse regionali aggiuntive rispetto al fondo nazionale
  • Somme effettivamente spese e tempi di trasferimento dei fondi
  • Numero di operatori e dotazione dei servizi
  • Tempi di attesa per il primo colloquio
  • Qualità clinica ed esiti dei percorsi di cura
  • Diffusione del disturbo da gioco d’azzardo nella popolazione
  • Gioco illegale e casinò terrestri

Il rapporto tra fondi e perdite resta però un indicatore utile. Le perdite al gioco sono una misura concreta dell’esposizione di un territorio: quando sono elevate e le risorse dedicate sono più basse, cresce il rischio che prevenzione, orientamento e presa in carico non riescano a tenere il passo.

Il peso sulle famiglie

Le perdite al gioco non riguardano soltanto chi gioca. Spesso si riflettono sull’intero nucleo familiare: risparmi erosi, debiti contratti all’insaputa dei familiari, difficoltà a sostenere le spese quotidiane, tensioni nelle relazioni.

Per questo le risorse destinate al gioco patologico non finanziano soltanto la cura del giocatore. I piani regionali possono sostenere anche attività di prevenzione, informazione, sostegno ai familiari e orientamento verso i servizi.

Il portale dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato al disturbo da gioco d’azzardo indica, tra gli interventi offerti dai centri, il counselling al giocatore e al familiare, la psicoterapia familiare e la presa in carico del solo familiare quando il giocatore non è disponibile. Chi vive accanto a una persona con un problema di gioco può quindi rivolgersi ai servizi anche in prima persona, per capire come comportarsi e quali risorse attivare, comprese le tutele giuridiche previste per il giocatore e per chi gli sta accanto.

Come chiedere aiuto

Chi ha difficoltà a controllare il gioco, o chi è preoccupato per una persona vicina, può contattare il Telefono Verde per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il numero diretto è 800 558822. Il servizio è nazionale, anonimo e gratuito, ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle 16:00. È rivolto sia alle persone con problemi di gioco sia a familiari e amici, e offre ascolto, accoglienza, orientamento verso i servizi territoriali e sostegno durante il percorso di cambiamento.

Dal 2026 è inoltre operativo presso l’Istituto Superiore di Sanità il Numero Verde Nazionale Dipendenze 800 940 789, gratuito e anonimo, dedicato alle dipendenze da sostanze e comportamentali, incluso il gioco d’azzardo.

Sul portale Uscire dal Gioco dell’ISS è disponibile la mappatura dei centri di cura che si occupano del disturbo da gioco d’azzardo, con ricerca per regione, provincia, tipologia di servizio e di intervento. I servizi possono essere pubblici, come i Servizi per le Dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale, o appartenere al privato sociale.

Hai bisogno di aiuto adesso?

Se il gioco sta diventando difficile da controllare, o se una persona vicina mostra segnali di gioco problematico, non è necessario aspettare che la situazione sia compromessa.

Chiedere aiuto non significa aver fallito. Significa riconoscere che il problema può essere affrontato con strumenti adeguati e con il supporto di professionisti. Puoi rivolgerti al Ser.D. della tua ASL, o chiedere informazioni anche se sei un familiare, un amico o una persona vicina a chi gioca.

Metodologia

L’analisi di Oltre il Gioco ha messo a confronto, per ciascuna regione inclusa nel riparto, la quota annua del Fondo per le dipendenze patologiche destinata ai piani regionali sul gioco d’azzardo patologico e la spesa al gioco legale registrata nel 2025.

Le quote regionali derivano dalla Tabella 1 del decreto del Ministero della Salute del 1° agosto 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20 agosto 2025, colonna relativa alla quota destinata alla realizzazione di piani regionali sul gioco d’azzardo patologico (34,25%). Gli importi sono riferiti a un’annualità e restano invariati per il 2026 e il 2027.

La spesa al gioco deriva dall’allegato “Monitoraggio territoriale dei giochi” della Relazione sul settore dei giochi pubblici trasmessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al Parlamento nell’aprile 2026, con riferimento all’anno 2025. È stato utilizzato il valore “Speso” del totale regionale, calcolato come differenza tra giocato e vincite, per il canale fisico e telematico insieme.

Per ogni regione sono stati calcolati: gli euro di fondi ogni 1.000 euro di spesa al gioco, ottenuti dividendo la quota annua per la spesa e moltiplicando il risultato per 1.000; lo scarto percentuale rispetto alla media delle 19 regioni; la spesa e i fondi per residente, sulla base della popolazione ISTAT al 1° gennaio 2026.

Il Trentino-Alto Adige è escluso dall’analisi perché le Province autonome di Trento e Bolzano non rientrano nel riparto del fondo. La sua assenza dalla classifica non indica l’assenza di risorse dedicate.

L’analisi considera le risorse assegnate dal fondo nazionale e non le somme effettivamente spese, né gli eventuali stanziamenti regionali aggiuntivi. La spesa al gioco riguarda esclusivamente il gioco legale. I risultati vanno quindi interpretati come un indicatore della distribuzione delle risorse nazionali rispetto alle perdite, non come una valutazione del funzionamento dei servizi.

Fonti

  1. Ministero della Salute, decreto 1° agosto 2025. Riparto tra le Regioni del Fondo per le dipendenze patologiche per il triennio 2025-2027, Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 192 del 20 agosto 2025, Tabella 1. https://www.gazzettaufficiale.it
  2. Ministero della Salute, decreto 10 luglio 2025. Criteri di riparto del Fondo per le dipendenze patologiche, Gazzetta Ufficiale n. 180 del 5 agosto 2025. https://www.programmagoverno.gov.it/it/notizie/sanita-pubblicato-il-decreto-con-i-criteri-di-riparto-del-fondo-per-le-dipendenze-patologiche-per-94-milioni-di-euro-annui/
  3. Ministero dell’Economia e delle Finanze, Relazione sul settore dei giochi pubblici. Doc. CCXLVI n. 1, dati aggiornati al 2025, allegato “Monitoraggio territoriale dei giochi”. https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1504418.pdf
  4. Oltre il Gioco, “Ludopatia, dove è più difficile chiedere aiuto in Italia: la mappa dell’accessibilità ai centri”. https://oltreilgioco.it/approfondimenti/ludopatia-dove-e-piu-difficile-chiedere-aiuto-in-italia-la-mappa-dellaccessibilita-ai-centri/
  5. LaC News24, “Ludopatia, Straface: «Altro che uno solo, in Calabria sono 14 i centri per i disturbi da gioco d’azzardo»”, 21 agosto 2026. https://www.lacnews24.it/attualita/ludopatia-straface-altro-che-uno-solo-in-calabria-sono-14-i-centri-per-i-disturbi-da-gioco-dazzardo-vwee8dzd
  6. ISTAT, Demo. Popolazione residente al 1° gennaio 2026. https://demo.istat.it/app/?i=POS&l=it
  7. Istituto Superiore di Sanità, Uscire dal Gioco. Centri di cura, Telefono Verde e FAQ. https://usciredalgioco.iss.it
  8. Istituto Superiore di Sanità, Numero Verde Nazionale Dipendenze 800 940 789. https://www.iss.it/-/numero-verde-nazionale-dipendenze-800-940-789